Dal 2010, con la legge di conversione n. 73 del 22 maggio 2010, è stata introdotta la SCIA come pratica amministrativa, recentemente, in attuazione della legge del 7 agosto 2015 n. 124, Legge Madia, sulla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, sono stati emanati due decreti legislativi, denominati SCIA 1 e SCIA 2, che hanno rafforzato le potenzialità di questo procedimento amministrativo.

  • Ma cosa è possibile fare in sostanza?

  • Dove va presentata?

  • E a che costi?

  • E’ necessario un tecnico?

Cerchiamo di vedere meglio…

Cosa si può realizzare?

Mediante la presentazione della SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è possibile effettuare interventi di:

  • Manutenzione straordinaria “pesante”, ovvero che comprendano parti strutturali dell’edificio, quali ad esempio apertura di porte o finestre su murature portanti, apertura di porzioni di solai per installazione di finestrature tipo Velux o realizzazione di scale di collegamento;

  • Restauro e risanamento conservativo, attività che portino alla modifica globale dell’edificio conservandone le caratteristiche tipologiche;

  • Ristrutturazione edilizia “leggera”, possono essere comprese in questa categorie interventi che portino alla modifica sostanziale dell’immobile, compresa la sua demolizione e ricostruzione, senza alterare la volumetria, e, se in centro storico o edifici vincolati, senza alterare la sagoma.

La SCIA, Segnalazione certificata di inizio attività, va presentata, prima dell’inizio dei lavori, presso il Municipio competente, a meno che non si tratti di una SCIA in alternativa al permesso a costruire per immobili soggetti a Condono Edilizio, non ancora rilasciato, o immobili ricadenti in Piani di Zona, in questi unici due casi va presentata presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica.

Per la presentazione della SCIA è previsto il pagamento dei diritti di segreteria, nonché degli oneri di concessione:

  • Per i diritti di segreteria si ha un costo variabile, dipendente dalla tipologia di intervento e dalla sua dimensione, si parte da € 401,24, per progetti fino a 200mq, fino ad arrivare ad € 1001,24, nel caso di interventi superiori a 1000mq;
  • Gli oneri di concessione, ovvero il contributo che ogni cittadino deve corrispondere al comune in caso di interventi “pesanti”, si dividono in due parti, oneri di urbanizzazione (dovuti in caso di cambio di destinazione d’uso) e il contributo sul costo di costruzione (un importo percentuale da calcolare in base al costo dell’intervento).

Nel caso della presentazione della SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è sempre necessaria la presenza di almeno un tecnico! Gli interventi da effettuare con questo strumento sono sempre rilevanti e necessitano di una consulenza specifica, possono richiedere un architetto o ingegnere, per la progettazione strutturale dell’intervento, nonché per la progettazione architettonica, soprattutto se riguarda prospetti esterni, ed in alcuni casi, anche di un geologo, come richiesto dalla normativa.

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